
Era una notte buia e tempestosa, voi state lavorando al vostro progetto quando ad un tratto BUM salta la corrente!!! Quante volte vi sarà capitato?
Ora, il problema di questi piccoli incidenti stà proprio nel fatto che chi soffre di più, oltre a voi che perdete le cose che non avete salvato, è proprio il vostro HD, magari bello grande con tanti dati dentro!!!!
Chiaramente anche la sfiga ha i suoi livelli:
- Fortunati: L'hd non stava ne leggendo ne scrivendo al momento del fattaccio e la sua elettronica non ha subito danni dallo sbalzo di tensione. Il vostro hd è salvo, non avrete problemi hardware....ma sicuramente software!!!! :D :D :D
- Poteva andare peggio: L'hd stava leggendo o scrivendo dati ma lo sbalzo di tensione non ha compromesso la sua elettronica, vi ritrovate con qualche cluster danneggiato, c'è il rischio di aver perso qualche dato, e/o aver compromesso il vostro SO. Vi poteva andare peggio, almeno il vostr hd continua a girare!!!!
- Ma cosa avrò fatto di male per meritarmi questo!!!: Purtroppo lo sbalzo di tensione è stato troppo violento e la povera elettronica del vostro hd non ha retto il colpo....dati irrecuperabili in modo semplice ed economico, hd irrecuperabile in modo semplice ed economico.....sfiga!
Per il secondo caso dipende un pò dal filesystem presente sul disco. Ma andiamo in ordine. Gli hd moderni e non hanno un sistema, chiamato S.M.A.R.T., che esiste proprio per monitorare lo stato (vita, morte, miracoli) dell'hd stesso. Questo sistema, in versione linuxiana, viene gestito ed interrogato da una serie di comandi, il re di questi comandi è smartctl.
Ecco cosa può fare:
smartctl -i /dev/hda
fornisce tutte le informazioni che uno vuole su un determinato hd (/dev/hda)
smartctl -t short /dev/hda
ordina all'hd di effettuare un test di tipo short (per gli altri tipi vedere il man di smartctl) in modalità asincrona, ovvero lanciate il comando e poi continuate perfettamente a lavorare, infatti il sistema smart è progettato apposta per essere invisibile all'utente.
smartctl -l selftest /dev/hda
permette all'utente di vedere il risultato dei test avviati con il comando precedente.
Inoltre quelli che hanno inventato questo sistema, vantano anche di poter prevedere entro 24h la rottura fisica di un hd.... Polemiche a parte, per chi non ci è dentro è bene fidarsi.... questo è il comando che interroga "l'oracolo" dell'hd e ti da il verdetto di vita o di morte...
smartctl -H /dev/hda
per il resto vedere il man o goooooogle....
Questo è un tool utile per monitorare l'hd, ma se ci si imbatte in qualche problema, ad esempio fallisce un test short, come si procede??
Un tool terra terra ed indipendente dal punto di vista dei filesystem è badblocks (vedere il suo man per l'uso) che identifica i cluster danneggiati.
Per quanto riguarda invece filesystem di tipo NTFS e/o FAT esite un'ottimo programma windos chiamato chkdsk (disponibile su tutti gli xp) che permette di analizzare filesystem, recuperare dati (quando possibile) e riparare il filesystem stesso, questo è possibile perchè i moderni filesystem permettono di isolare i cluster danneggiati e far si che nessun file ci venga scritto sopra. Questa cosa viene fatta anche quando si formatta a basso livello (non in modo rapido) una partizione su cui ci si stà installando un win...
Questo per ora è tutto, per gli altri tipi di filesystem, come quelli linuxiani affidatevi ai comandi di tipo fsck!!!
Un'ultima cosa, non è molto salutare per l'hd avere cluster danneggiati, infatti una volta isolati, è vero che l'hd ritorna come nuovo, ma è possibile che spuntino fuori col tempo altri cluster danneggiati, diciamo che un hd con cluster danneggiati è più propenso al danneggiamento di altri cluster localmente vicini a quelli già danneggiati. Chiaramente questa non e' una regola!!!!!
Ciao ciao
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